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La flora intestinale nell'uomo sano e malato

U. Sonnenborn ~ Medico pubblicista RER. NAT. Germania

Il presente articolo tratta in forma succinta dei rapporti intercorrenti tra l'organismo ospite "uomo" e la sua microflora gastro-intestinale.

Vengono qui esaminate le funzioni della flora intestinale sana e il loro significato per la vita del macro-organismo; inoltre vengono analizzate le alterazioni della macroflora intestinale (modifiche riguardanti il numero dei germi, lo spettro dei germi, l'attività metabolica e/o i siti di colonizzazione e le loro ripercussioni sull'organismo umano.

L'articolo si occupa inoltre delle terapie adottate contro le affezioni della flora intestinale e degli effetti raggiunti mediante la somministrazione di germi intestinali fisiologici.

Come indica il termine stesso di "flora intestinale", i microrganismi endogeni del tratto gastro-enterico dell'organismo umano vennero associati originariamente, da un punto di vista storico e sistematico, al mondo vegetale.

Soltanto nel corso degli ultimi 100 anni, un'epoca relativamente breve per la scienza delle piante medicinali, sulla scia della crescente specializzazione delle scienze biologiche, la microbiologia in generale, e la microecologia del tratto gastro intestinale, in particolare, sono divenute delle branche di ricerca indipendenti.

Il presente articolo rappresenta una breve introduzione nella tematica funzione e significato della flora nell'uomo sano e malato”.

Funzione e significato della flora intestinale

Le superfici esterne e interne del corpo umano, ad eccezione dei polmoni, sono colonizzate da una microflora naturale e specifica per ogni sede.

L'epitelio intestinale rappresenta con le sue incredibili pieghe una vasta superficie di 200 m con una popolazione microbica totale di 10 germi che supera almeno di una potenza decimale il numero totale di cellule proprie del macro-organismo.

Questo enorme numero di microrganismi metabolicamente altamente attivi è paragonabile al fegato sia dal punto di vista del peso che della loro attività metabolica.

L'attività della flora intestinale ha, di conseguenza, un influsso significativo sull'omeostasi dell'organismo ospite, tale conoscenza si è imposta solo di recente nella "medicina scolastica" e non senza lentezza.

La flora intestinale simbiotica, che nel corso dell'evoluzione si è sviluppata specializzandosi per specie, colonizza non soltanto il lumen del tratto gastro-intestinale, ma anche l'epitelio e lo strato mucoso delle pareti intestinali.

E' stata esaminata la densità di colonizzazione microbica e la molteplicità delle specie nelle singole parti del tratto gastro-intestinale, dallo stomaco al colon, constatando un aumento costante sia della frequenza di colonizzazione che della molteplicità delle specie presenti.

Qual è dunque il significato di uan forte colonizzazione microbica del tratto gastro-intestinale per l'organismo ospite "uomo", nel bene e nel male, ovvero nell'uomo sano ed in quello malato?

La flora intestinale forma una barriera microbica contro la penetrazione di agenti patogeni esterni, come pure contro la crescita incontrollata dei germi parzialmente patogeni (ad es. campylobacter, pseudomonas, clostridium o candida).

Con i suoi prodotti finali del metabolismo fermentativo dei carboidrati (acidi grassi a catena breve) esercita uno stimolo sulla motilità del colon.

Al contempo tali acidi di origine microbica favoriscono l'irrorazione sanguigna della mucosa intestinale e garantiscono il metabolismo energetico dei colonociti.

Oggi si sa dunque che le cellule epiteliali dell'intestino crasso riescono a coprire circa il 50% del loro fabbisogno energetico bruciandogli acidi grassi volatili prodotti dalla microflora.

Le modifiche nello spettro degli acidi grassi a catena breve e volatili sono sempre indice di alterazioni nella microecologia gastro-intestinale.

Stimolando il processo di differenziazione, vale a dire ricorrendo a un "training" costante del sistema immunologico proprio dell'intestino, la microflora endogena aiuta a costruire una barriera immunologia contro germi estranei, ovvero ad avviare le attività del sistema di difesa dell'organismo.

La presenza di una flora intestinale sana comporta una riduzione del ritmo di trasferimento batterico dall'intestino al sistema linfatico, processo che ha sempre luogo nell'organismo; ne consegue anche una limitazione del pericolo di infezioni sistemiche causate da particolari germi potenzialmente patogeni sempre presenti anche se in numero ridotto.

La flora intestinale sana favorisce l'apporto di determinate vitamine all'organismo (ad es. la vitamina K2); infatti nel caso di carenza di vitamina K in seguito ad alimentazione parenterale in pazienti sottoposti contemporaneamente a terapia antibiotica , si constata una ipoprotrombinemia.

La stessa situazione si riscontra in bambini che sono nati prematuri e neonati che rispettivamente non hanno una flora intestinale oppure che presentano una flora intestinale ancora non del tutto sviluppata.

Tutte le funzioni utili sopraindicate di una flora intestinale sana possono esprimersi appieno soltanto se la biocinesi microbica nell'intestino è intatta, ovvero se il sistema "uomo-microbi" è inquadrato in un equilibrio ecologico stabile.

Affezioni della flora intestinale e sue conseguenze.

Le affezioni della flora intestinale si manifestano come alterazioni del numero di germi, dello spettro di germi, delle attività metaboliche o dei siti di colonizzazione e possono avere delle conseguenze profonde per il microrganismo.

Dal momento che il tratto gastro-intestinale con la sua microflora autoctona rappresenta un sistema ecologico aperto, i disturbi di questo sistema possono avere origine da molteplici fattori esogeni ed endogeni.

Tra cui:

  • malattie infettive
  • alimentazione non corretta (cibi crudi insufficientemente lavati, eccessivo apporto di proteine, ecc.)
  • trattamenti medicamentosi o fisici (chemioterapia, cure antibiotiche, radioterapie, ecc.)
  • disturbi della motilità
  • meccanismi di difesa specifici ed aspecifici con ridotto potenziale, ad es. ipoacidità o difetti immunologici.

Vi sono degli esempi a tutti noti di patologie intestinali causate e mantenute in vita da disturbi del sistema microecologica: la cosiddetta "bacterial overgrowth sindrome" dell'intestino tenue, la colite pseudomembranosa causata da antibiotici, le diarree recidivanti acute e croniche e le diverse forme di disturbi dispeptici.

Anche per quanto riguarda le altre patologie intestinali di naturainfiammatoria e funzionale, quale costipazione, colon irritabile, colite ulcerosa e morbo di Crohn, si sta dibattendo sull'influenza esercitata da una simbiosi disturbata tra microflora e microrganismo.

Molti di questi disturbi della flora intestinale e delle ripercussioni sull'organismo umano possono essere eliminati intervenendo nella biocinesi gastro-intestinale divenuta instabile.

Flora intestinale

 

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