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osservazioni cliniche SULL'IMPIEGO DELL'AGNOCASTO NEL TRATTAMENTO DEL DISORDINE DA DEFICIT DELL'ATTENZIONE – IPERATTIVITA' (ADHD)

di Patricia Hueneke ~ E' docente di fitoterapia in Australia, impegnata a tempo pieno da 10 anni nella pratica clinica

Questo articolo presenta osservazioni cliniche sull'agnocasto (vitex agnus castus) come componente di un efficace protocollo di trattamento fitoterapico per pazienti affetti da ADHD.

Il disordine da deficit dell'attenzione - iperattività (ADHD) è di comune riscontro in corso di indagini cliniche e i relativi sintomi sono presenti in circa il 19% dei bambini in età scolare.

La diagnosi medica tende ad escludere altre condizioni psicologiche.

Vengono frequentemente prescritti trattamenti a lungo termine con farmaci stimolanti.

Alcuni sono piuttosto riluttanti all'impiego di terapie farmacologiche di lunga durata per tali disturbi e cercano di esplorare altre opzioni terapeutiche come la medicina erboristica, la supplementazione nutrizionale , la dieta e l'omeopatia.

In pazienti affetti da ADHD venuti nella mia clinica di medicina erboristica, ho potuto osservare mediante l'esame dell'iride squilibri del sistema endocrino specialmente a carico dell'ipofisi e dei surreni, nonché uno stato tossico del sistema nervoso.

I sintomi sono spesso rappresentati da iperattività, agitazione, incapacità di focalizzare l'attenzione, mal di testa, enuresi , deficit di apprendimento e generale sofferenza nervosa.

L'intossicazione sistemica tende a sovraccaricare i sistemi linfatico e immunitario.

Potrebbero insorgere anche stati di ipersensibilità a sostanze chimiche o allergie. Il mio approccio clinico si basa sul trattamento della persona e non della specifica malattia. Raccolgo l'anamnesi, osservo le iridi e, se possibile effettuo delle foto di esse.

Avendo osservato che l'agnocasto che includo nelle prescrizioni dirette a questi pazienti, sia sotto forma di fitoterapico sia di rimedio omeopatico, mi permette di raggiungere buoni risultati.

Ho voluto esaminare in maggiori dettagli.

AGNOCASTO: STORIA E "PROVING"

Tradizionalmente l'agnocasto è stato impiegato per trattare gli stati di debilitazione generale e di calo della forza vitale, specialmente nella sfera sessuale.

Nei “proving” omeopatici si osservano sintomi mentali quali “grave assenza mentale, disturbi della memoria, difficoltà di lettura o di mantenimento del filo del pensiero. Tristezza disperata, abbattimento spirituale…”

Attualmente l'agnocasto viene spesso utilizzato per trattare (con successo!) alcune forme di sindrome pre-mestruale (PMS).

Tra le caratteristiche cliniche della PMS troviamo instabilità dell'umore, irritabilità o collera, ansietà e tensione nervosa, depressione, calo di energia, perdita della capacità di concentrazione.

Una recente ricerca ha dimostrato che l'agnocasto, agendo sull'ipofisi, favorisce lo sviluppo del corpo luteo e corregge il relativo deficit di progesterone.

Un possibile meccanismo d'azione consiste nel fatto che l'agnocasto esercita un'azione dopaminergica nell'adenoipofisi che potrebbe essere applicata nel trattamento di altri disordini.

Un confronto tra il quadro sintomatologico dell'agnocasto, sia nelle modalità d'uso odierno sia tradizionale, mostra una stretta somiglianza con il quadro sintomatologico di un paziente affetto da ADHD.

Caso n. 1

Bambino di 10 anni affetto da iperattività.

Si rilevano: intolleranza al latte, riniti ricorrenti, talora spasmi laringei.Fa ancora la pipì al letto, dorme bene, accusa “dolori di crescita”, ha un buon appetito, sebbene talora presenti spasmi intestinali. I suoi insegnanti sospettano un disordine da iperattività, ma la madre vuole provare la medicina complementare mostrandosi preoccupata anche per l'enuresi e il mal di testa.

Segni iridologici

Entrambe le iridi mostrano diversi e profondi anelli nervosi, macchie tossiche marroni nelle aree gastro-intestinali, intossicazione del sistema linfatico, numerosi raggi solari che, dipartendosi dall'orlo pupillare, neurastenico si dirigono verso la regione della testa, compresa l'ipofisi e le aree dei surreni e della vescica.

Diagnosi

La diagnosi viene basata sull'anamnesi, l'ispezione e il rilievo dei segni dell'iride. Il paziente presenta intossicazione del sistema nervoso e del tratto gastro-intestinale.

L'ipofisi e i surreni richiedono un immediato sostegno. Il sistema nervoso necessita di un tonico erboristico per calmare e distendere l'intera costituzione nonché per migliorare il tono nervoso della vescica.

Anche il sistema linfatico ha bisogno di un sostegno e di una depurazione.

Prescrizione erboristica

  • Vitex 10 ml.
  • Hipericum 10 ml.
  • Equisetum 10 ml.
  • Medicago 10 ml.
  • Sambucus 10 ml.

Dosaggio: 15 gocce in poca acqua con i pasti.

In aggiunta: 2 gocce di ciascuno dei seguenti fiori di Bach: Vervain, Aspen, Minulus, Walnut, Chicory, Honeysuckle.

Ragionamento terapeutico

Vitex: aiuta a focalizzare l'attenzione e a sostenere le funzioni surrenalica e ipofisaria.

Hipericum e Walnut: riequilibrano l'eccessiva sensibilità del sistema nervoso e potenziano il tono nervoso della vescica.

Equisetuh: nutre il sistema nervoso indebolito, rinforza la vescica (contiene silicea, calcio, zinco) e depura la linfa.

Medicago: mantiene normale il ph dello stomaco, sostiene le fibre nervose, favorisce la digestione delle proteine.

Sambucus: calma i sistemi nervoso, linfatico e respiratorio.

2^ visita

Il paziente si sente molto meglio. I suoi insegnanti hanno riscontrato un netto miglioramento del comportamento tenuto in classe e della capacità di concentrarsi sui compiti. L'esame dell'iride mostra una riduzione del numero di anelli nervosi e uno schiarimento del colore delle macchie tossiniche . I segni relativi alla sofferenza dell'ipofisi e dei surreni si vanno attenuando. Anche i segni nell'area della vescica mostrano un miglioramento.

Caso n.2

Bambino di 6 anni in stato di grave agitazione. Gli è stata diagnosticato un quadro ADHD ed ha assunto il Ritalin con il quale è però addirittura peggiorato- la madre ha deciso pertanto di interrompere la terapia-.

Il bambino non dorme bene e talora, nel mezzo della notte, va incontro a episodi di sonnambulismo. Spesso ha la febbre e fenomeni di surriscaldamento notturno. Il suo rendimento scolastico è scarso e si trova costantemente in difficoltà. Soffre di enuresi.

Segni iridologici

Ho cercato di osservare brevemente le iridi ed ho rilevato che entrambe mostravano una corona centrale di colore arancio, frammentata e piuttosto distorta. L'energia risultava erratica. In ambedue le iridi si rilevavano segni scuri in area ipofisaria. L'iride dx mostrava una grossa chiazza di colore arancio che, emergendo dalla pupilla, si dirigeva verso le aree dei testicoli, delle pelvi e dei surreni, indicando la presenza sistemica di sostanze tossiche. I bronchi mostravano dei punti linfatici bianchi e anelli nervosi.

Diagnosi

Il paziente necessita di un forte sostegno per il sistema nervoso. Esso mostra infatti una notevole intossicazione nell'area pelvica come nei surreni. Questi ultimi e l'ipofisi richiedono un riequilibrio energetico e un buon sostegno. E' necessario anche un più forte rimedio energetico per la depurazione del sangue.

Prescrizione fitoterapia

  • Vitex 10 ml.
  • Equisetuh 10 ml.
  • Achillea 10 ml.
  • Semi d'avena 10 ml.
  • Cactus 10 ml.

Dosaggio: 2 gocce in poca acqua con i pasti.

In aggiunta: 2 gocce di ciascuno dei seguenti fiori di Bach: Impatiens, Agrimony, Star of Betlehem, Vervain, Chestnut Bud.

Ragionamento terapeutico

Vitex: per sostenere, riequilibrare, calmare le funzioni ipofisarie e surrenaliche.

Equisetuh e Semi d'avena: sono stati aggiunti per supportare il sistema nervoso e rimuovere le tossine.

Achillea: sostiene i surreni e costituisce un rimedio potente per la depurazione del sangue.

Cactus: è stato incluso per alleviare la tensione del sistema nervoso.

Fiori di Bach: per favorire una delicata espressione delle emozioni.

2^ visita

Il paziente mostra un netto progresso.

E' molto più calmo e dorme meglio.

Viene ripetuta la stessa prescrizione.

Conclusioni

Le suriportate osservazioni cliniche, unite all'esame di altri 20 casi, mi hanno indotta a ritenere che l'agnocasto potrebbe svolgere un ruolo nell'”anello mancante” della terapia dell'ADHD. Mi rendo conto che il numero di pazienti affetti da questo disturbo giunti alla mia osservazione clinica è limitato. Tuttavia tutti hanno raggiunto buoni risultati se l'agnocasto veniva incluso nella miscela somministrata.

Dal momento che il trattamento da me proposto è insieme costituzionale e individuale risulta difficile verificare esattamente l'effetto specifico dell'agnocasto in ciascun caso, essendovi anche altre droghe nella miscela assunta dal paziente.

L'agnocasto potrebbe giocare un ruolo importante nel trattamento dell'ADHD specialmente se i segni dell'iride mostrano raggi solari nelle aree ipofisaria e surrenalica, se la regione corrispondente al sistema nervoso risulta intossicata e danneggiata e se si osservano stati di intossicazione del sistema endocrino.

Occorrono però altre osservazioni e ricerche e vorrei invitare i colleghi a riportare e discutere le loro esperienze cliniche sull'impiego dell'agnocasto nel trattamento dell'ADHD inviando le loro esperienze alla rubrica “lettere alla Redazione” di questa rivista.

 

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